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Enego
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mwhaEnego (mwhqÉnego in mwhgveneto, mwhwGhenebe in mwiacimbro) è un mwiqcomune italiano di mwig1 491 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Vicenza in mwkaVeneto. Si trova nella parte orientale dell'mwkqaltopiano dei Sette Comuni.

Contents

Storia
Simboli
Bastia
Note

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Geografia fisica

Il territorio comunale si estende sull'estremità orientale dell'mwlqAltopiano dei Sette Comuni scendendo poi sul fondo del mwlgcanale di Brenta sino alla riva destra del mwlwfiume.

Solo le frazioni Piovega di Sotto e di Sopra si trovano sul fondovalle. La gran parte dei centri abitati, capoluogo compreso, si trova lungo le pendici dell'Altopiano, tra i 400 e i mwmq1100 m s.l.m. come la frazione di Stoner.

Buona parte del territorio comunale comunque, si estende verso l'interno dell'altopiano, comprendendo la famosa piana di mwmwMarcesina e il mwnamonte Ortigara.

È inoltre il comune più distante dal capoluogo di provincia.

Origini del nome

Il toponimo è mwoaGhenebe in mwoqcimbro. Ha etimologia incerta; potrebbe derivare da un nome germanico (mwogEnika) o latino (mwowEnicus o mwpaEnno) con l'aggiunta del suffisso -mwpqicuscite-ref-dizionario-4-0[4].

Storia

Grazie alla sua posizione, ai limiti dell'altopiano di Asiago e affacciata sul mwraCanale di Brenta e la mwrqValsugana, la zona di Enego suscitò l'interesse della civiltà sin dall'mwrgepoca romana. Probabilmente fu in questo periodo che sorse un primo insediamento, una stazione di sosta e rifornimento lungo la strada che conduceva in mwrwGermania. Attorno al mwsaIII secolo, quando si verificarono le prime mwsqinvasioni barbariche, venne eretto un fortilizio di cui restano i ruderi in località Bastia.

Nel mwswXII secolo il territorio di Enego divenne feudo dei mwtavescovi di Padova, ma nel XIII secolo è controllato dagli mwtqEzzelini, tanto che autorevoli medievalisti considerano sia a essi attribuibile la 'scelta di dar vita a una borgata'cite-ref-5[5]. Nel 1260, dopo la morte di mwugEzzelino III da Romano, passò al mwuwcomune di mwvaVicenzacite-ref-diocesi-6-0[6]. Sotto la signoria di mwwqCangrande della Scala, attorno al 1330, fu costruito un altro castello di cui oggi resta un torrione.

Nel corso del mwwwmedioevo tutto l'altopiano, e quindi anche Enego, fu colonizzato da popolazioni di origine mwxaBavarese e mwxqTirolese, i cosiddetti mwxgCimbri. I Cimbri mantennero per secoli una propria identità, distinguendosi dal resto della popolazione per lingua e usanze. Nel 1310, durante il periodo mwxwscaligero, si riunirono nella mwyaSpettabile Reggenza dei Sette Comuni che si mantenne anche nelle successive dominazioni mwyqviscontea (1387-1404) e mwygveneziana (1404-1797)

Nel 1508 Enego venne occupata dall'esercito della mwzaLega di Cambrai, ma tornò presto alla Serenissima. Tra il Cinquecento e il Seicento insorsero delle controversie con i vicini di mwzqGrigno sul possesso della mwzgMarcesina e del mwzwmonte Frizzon.

Con la mwaqcaduta della Repubblica di Venezia e l'arrivo di mwagNapoleone la secolare federazione fu sciolta.

Durante il mwbaRisorgimento molti eneghesi si distinsero come patrioti, ma solo con la mwbqterza guerra d'indipendenza, nel 1866, il mwbgVeneto passò al neonato mwbwRegno d'Italia.

Durante la mwcqgrande guerra l'altopiano si venne a trovare lungo la linea del fronte e la stessa Enego subì gravi devastazioni. Mentre i soldati combattevano aspramente, specie attorno al mwcgmonte Ortigara, la popolazione civile fu costretta ad abbandonare il paese per stabilirsi profuga nel sud dell'Italia.cite-ref-proloco-7-0[7]cite-ref-8[8]

Durante la mwgaseconda guerra mondiale quindici famiglie di profughi ebrei (48 adulti e 3 minori) furono internate a Enego. Con l'occupazione tedesca, tutti gli internati lasciarono il paese, già il 17 settembre 1943, dirigendosi verso Sud nel tentativo di raggiungere le zone liberate. Riusciranno tutti a sopravvivere, con l'unica eccezione di Marian Reicher, che arrestato nei pressi di Roma nel gennaio 1944 e detenuto nel mwgqCarcere di Regina Coeli resterà vittima dell'mwggEccidio delle Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944.cite-ref-9[9]

Simboli

Lo stemma e il gonfalone del comune di Enego sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 18 febbraio 2011.cite-ref-10[10]

«Di rosso, alla croce patente, scorciata, d'argento. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di bianco con la bordatura di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Duomo di Santa Giustina

Sorge sul punto più alto del paese ed è raggiungibile attraverso una lunga scalinata in mwmabiancone.

Le prime citazioni del Duomo di Santa Giustina risalgono al 1429 il cui nome della chiesa appare come mwmgSanta Giustina, alcuni documenti di poco successivi ne ricordano la dipendenza dalla mwmwpieve di mwnaArsiè e nel 1488 la consacrazione dal vescovo mwnqPietro Barozzi.

L'edificio sacro ha una storia travagliata. Subì una ricostruzione verso la metà del secolo successivo, venendo consacrato nel maggio 1552. Già nel 1613, tuttavia, venne distrutto da un incendio; prontamente ricostruito, bruciò nuovamente nel 1762. L'attuale chiesa fu innalzata tra il 1792 e il 1807 su progetto dell'architetto Francesco Menegazzi e già prima della fine dei lavori, nel 1804, ricevette il titolo di arcipretale. Negli ultimi decenni ha subito alcuni restauri e rinnovi; in particolare, nel 1957 fu decorata l'mwpqabside, nel 1958 fu realizzata la mwpgbussola sulla facciata e nel 1962 fu costruito il mwpwbattistero e rifatto il pavimento. Anche il campanile è recente: fu realizzato tra il 1945 e il 1953.

L'opera più rilevante, esposta sulla controfacciata, è la pala di mwqqSanta Giustina in trono con i santi Rocco, Sebastiano e Antonio abate di mwqgJacopo da Ponte. Assieme alla mwqwCena in Emmaus dipinta sullo sportello del mwratabernacolo, è ciò che resta di un più vasto intervento pittorico realizzato dal pittore bassanese e da suo figlio mwrqFrancesco, andato distrutto dall'incendio secentesco: sappiamo che Jacopo realizzò un ciclo di affreschi sulle pareti e la volta del presbiterio, cui aggiunse più tardi ventotto storie dell'Antico Testamento sul soffitto; a Francesco spettarono altri affreschi sulle pareti della navata con dieci episodi della vita di Gesù.

Gli altri dipinti sono più recenti: il mwrwGesù Cristo imprigionato è di Rita Maluta (1933), mentre la decorazione a mwsqencausto dell'abside è opera di Piero Favaro (1957)cite-ref-diocesi-6-1[6]cite-ref-proloco-7-1[7]cite-ref-paese-11-0[11].

Torre scaligera

Si erge nella centralissima piazza San Marco ed è ciò che resta di una più vasta fortificazione fatta costruire da Cangrande della Scala attorno al 1330. Il complesso originario era di forma quadrangolare, con quattro torri poste agli angoli collegate fra loro da mura.

Sulla sommità dell'edificio spicca, scolpito su una pietra, lo stemma degli Scaligericite-ref-proloco-7-2[7]cite-ref-paese-11-1[11].

Monumento ai Caduti di Guerra

Sito in Piazza San Marco ricorda i Caduti di Guerra. Frontalmente riporta "mw0qEnego nella grande guerra estremo baluardo della Patria a perenne tributo di riconoscenza e di amore ai conterranei gloriosamente caduti eresse. MCMXXV".

Sul Monumento sono incisi i nomi di 213 Caduti, raggruppati in 11 elenchi: Morti in combattimento Guerra europea (54 Caduti), Morti per causa della Guerra europea (45 Caduti), Dispersi nella Guerra europea (13 Caduti), Morti in prigionia Guerra europea (21 Caduti), Morti in combattimento nella Guerra eritrea (1 Caduto), Morti per causa della Guerra libica (3 Caduti), Caduti dispersi Guerre 1935-1940-1945 (2 Caduti), Dispersi sul fronte russo (23 Caduti), Caduti in combattimento su altri fronti (11 Caduti), Partigiani caduti e deportati deceduti in campi di concentramento (19 Caduti), Morti per causa della Guerra (21 Caduti).

Bastia

A valle di Enego, nei pressi di un tornante della provinciale per Primolano, si trovano le case Bastia, una minuscola borgata formata da alcune vecchie abitazioni e da un rudere di età imprecisata, detto appunto Bastia, costituito dai resti di un torrione quadrato. Tracce di strutture murarie e altri reperti sussistono tutt'intorno, spingendosi a nordovest sino alla località Giardinetto.

Della Bastia si hanno riferimenti scritti solo dopo l'mw1ganno Mille, ma le sue origini sono ben più antiche. Si ritiene che essa facesse parte di un sistema difensivo piuttosto vasto che, sin dalla penetrazione romana nel Canale di Brenta, assicurava il controllo degli accessi all'Altopiano dei Sette Comuni e al mw1wFeltrino. In questo complesso ricadevano anche il mw2aCovolo di Butistone, sul versante opposto della vallata, e il mw2qCastello della Scala, presso mw2gPrimolano.

Questa ipotesi è confermata dalla successiva documentazione medievale, dove la Bastia viene sempre citata accanto al Covolo. Ma a differenza di quest'ultimo, che continuò a funzionare anche nei secoli successivi, essa scompare dai documenti sul finire del mw3aTrecento: l'ultima notizia risale al 1386 quando da qui gli Scaligeri attaccarono il Covolo presidiato dai mw3qPadovani. Fu probabilmente l'avvento dell'mw3gartiglieria a rendere inservibili le strutture del castello, tuttavia le alture della costa della Bastia mantennero a lungo la loro importanza strategica, sino alla mw3wcampagna d'Italia combattuta da mw4aNapoleonecite-ref-12[12].

Forte Lisser

Il mw5wforte Lisser, manufatto della Grande Guerra, sorge nella cima dell'omonimo monte ed è raggiungibile percorrendo il sentiero CAI 865 oppure anche in auto su strada sterrata da località Tombal. Costruzione importante e da poco restaurata come museo, può essere visitata durante la bella stagione. Il forte fu costruito tra la fine del 1911 e il 1914. L'opera faceva parte dello Sbarramento Brenta-Cismon e aveva il compito di sbarrare l'accesso alla Valsugana orientale in caso di attacco nemico.

Altre chiese

In centro, oltre al Duomo di Santa Giustina, si trova la chiesa dedicata a San Antonio Campestre, nei pressi del parco pubblico e la chiesetta di Via Madonnina, dedicata alla Madonna di Lourdes.

Nella Frazione di Stoner, lungo la strada provinciale in direzione mw6wAsiago, troviamo la chiesa del Sacro Cuore di Gesù e nelle vicinanze, in località Godeluna, la chiesetta dedicata a San Valentino.

Proseguendo su un sentiero oppure ritornando a Enego, si può arrivare alla frazione Valgoda, dove è presente la chiesa della Beata Maria Vergine del Rosario.

Nella frazione di Fosse di Mezzo è invece edificata la chiesa dedicata al patrono San Giuseppe Operaio.

In località Frizzon, una chiesa sorta in origine per la Madonna di Monte Berico è stata poi convertita a sacello per ricordare i Caduti e Dispersi durante la campagna di Russia, con al suo interno circa 800 lapidi.

Infine la più distante dal paese, si trova nella Piana di mw8aMarcesina, nella parte alta della strada dei lotti ed è dedicata a San Lorenzo.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-13[13]

Lingue e dialetti

Così come in tutto l'mw-galtopiano dei Sette Comuni anche a Enego si parlò per un periodo la mw-wlingua cimbra, un idioma germanico affine al mw-abavarese. Fu però anche uno dei primi centri ad abbandonarla a favore del mw-qveneto: ne è una prova il fatto che già dalla metà del mw-gSeicento i parroci locali avevano smesso di recitare l'mw-womelia in tedescocite-ref-14[14].

Infrastrutture e trasporti

Enego è collegato con il Canale di Brenta dalla strada provinciale 76 che collega lo svincolo di uscita dalla mwaqyStrada statale 47 della Valsugana fino al centro di mwaqcAsiago; dal fondovalle si percorrono 16 tornanti e una distanza di circa mwaqg10 km.

Il paese dista mwaqo11 km dalla mwaqsStazione di Primolano. Vi è inoltre un collegamento di tre corse giornaliere di autobus con mwaqwAsiago e mwaq0Bassano del Grappa.

Ponte Valgadena

Tra i territori comunali di Enego e di mwareFoza, in Valgàdena, si trova l'omonimo mwariponte, che è tra i mwarmviadotti più alti d'Italia. È stato inaugurato nel 1990, alto mwarq175 m è lungo complessivamente mwaru282 m ed è ora usato per la pratica del mwaryBungee jumping ed è considerato il salto più alto d'Italia.

Amministrazione

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 18 giugno 1985 | 26 giugno 1990 | Maurilio Bertizzolo | DC | Sindaco | |
| 26 giugno 1990 | 24 aprile 1995 | Ivo Boscardin | indipendente | Sindaco | |
| 24 aprile 1995 | 14 giugno 1999 | Maurilio Bertizzolo | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 1999 | 14 giugno 2004 | Maurilio Bertizzolo | lista civica | Sindaco | |
| 14 giugno 2004 | 6 marzo 2007 | Maria Teresa Goller | lista civica | Sindaco | |
| 6 marzo 2007 | 15 aprile 2008 | Patrizia Russo | - | Comm. pref. | |
| 15 aprile 2008 | 28 maggio 2013 | Igor Rodeghiero | centro | Sindaco | |
| 28 maggio 2013 | 11 giugno 2018 | Fosco Cappellari | lista civica Insieme per Enego | Sindaco | |
| 11 giugno 2018 | 15 maggio 2023 | Ivo Boscardin | lista civica | Sindaco | |
| 15 maggio 2023 | in carica | Marco Frison | lista civica Progetto Enego | Sindaco | |

Referendum

Nel 2006 la popolazione degli otto comuni dell'Altopiano (Asiago, Conco, Enego, Foza, Gallio, Lusiana, Roana e Rotzo) votò a grande maggioranza (94%) a un referendum per il distacco del territorio dalla mwarsRegione del Veneto e per la successiva aggregazione alla mwarwRegione Trentino-Alto Adige. L'anno seguente arrivò il parere negativo da parte sia della provincia di Bolzano che da quella di Trento, mentre il Parlamento, che doveva dare l'esito definitivo, non si espresse mai.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwasumwasymwascBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwasgdemo.istat.it, mwaskISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwas0mwas4mwas8Classificazione sismica (mwatamwateXLS), su mwatirischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwatymwatcmwatgTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwatkmwatoPDF), in mwatsciterefmwatwLeggemwat0 mwat426 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwat8Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaua 151. mwaueURL consultato il 25 aprile 2012 mwaui(archiviato dall'mwaumurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-dizionario-44. mwaucAA.VV., mwaugNomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p.mwauk 256.
cite-note-55. mwau0Sante Bortolami, mwau4mwau8'Storia e geografia della colonizzazione germanica medievale', in 'L'Altopiano dei Sette Comuni'mwava, Sommacampagna (Vr), Cierre Edizioni, giugno 2009, p.mwave p. 160.
cite-note-diocesi-66. mwavcmwavgmwavkS. Giustina - Enego - Enego, su mwavoparrocchiemap.it, Diocesi di Padova - Atlante delle parrocchie. mwavsURL consultato il 14 novembre 2017 mwavw(archiviato dall'mwav0url originale il 7 luglio 2020).
cite-note-proloco-77. mwawumwawymwawcUn po' di storia…, su mwawgproenego.it, Pro loco di Enego. mwawkURL consultato il 4 ottobre 2013 mwawo(archiviato dall'mwawsurl originale il 4 ottobre 2013).
cite-note-88. mwaw8mwaxamwaxeCenni Storici, su mwaxicomune.enego.vi.it, Comune di Enego. mwaxmURL consultato il 4 ottobre 2013 mwaxq(archiviato dall'mwaxuurl originale il 4 ottobre 2013).
cite-note-99. mwaxkmwaxomwaxsEbrei stranieri internati ad Enego, su mwaxwinternamentoveneto.it.
cite-note-1010. mwayamwayemwayiEnego (Vicenza) D.P.R. 18.02.2011 concessione di stemma e gonfalone, su mwaympresidenza.governo.it. mwayqURL consultato l'8 agosto 2022.
cite-note-paese-1111. mwayomwaysmwaywIl Paese, su mway0comune.enego.vi.it, Comune di Enego. mway4URL consultato il 4 ottobre 2013 mway8(archiviato dall'mwazaurl originale il 4 ottobre 2013).
cite-note-1212. mwazqAngelo Chemin, mwazumwazySiti ezzeliniani. Area del Canale di Brenta, n.20. Bastia di Enego. (mwazcmwazgPDF), su mwazkosservatorio-canaledibrenta.it. mwazoURL consultato il 6 ottobre 2013 mwazs(archiviato dall'mwazwurl originale il 9 settembre 2016).
cite-note-1313. Dati tratti da: mwaaamwaaemwaaimwaammwaaqPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwaaumwaayPDF), su mwaacebiblio.istat.it, mwaagISTAT. mwaakmwaaomwaasmwaawPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaa0esploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
cite-note-1414. citerefei-sette-comuniArrigo Lorenzi, Carlo Battisti, mwabimwabmSette Comuni, in mwabqmwabuEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936. mwabyURL consultato il 10 settembre 2013.

Bibliografia

• mwaboTarcisio Bellò, Storie di Confine, Alta via dell'Alpi Vicentine., Vicenza, La Serenissima, 2006.

Voci correlate

• mwaciForte Lisser
• mwacqMarcesina
• mwacyMonte Frizzon
• mwacgMonte Lisser

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Enego

Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.enego.vi.it.
• citerefsapere-itÈnego, su sapere.it, De Agostini.